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Italia, l’Esercito serra i ranghi a sostegno della divisa e del generale Figliuolo

L’Esercito serra i ranghi a sostegno della divisa e del generale Figliuolo. Militari di tutti i gradi, in attività o in congedo, “inondano” Facebook di foto in servizio

L’Esercito Italiano serra i ranghi a sostegno della divisa e del generale Francesco Paolo Figliuolo, dopo le dichiarazioni della scrittrice Michela Murgia. Militari di tutti i gradi, in attività o congedati, hanno cominciato a pubblicare su Facebook in maniera spontanea una fotografia di quando erano in servizio. Il testo è uguale per tutti: “A sostegno del #generale #Figliuolo ed a dispetto delle persone che hanno paura delle divise, chiedo a coloro che hanno servito il proprio Paese o sono ancora in servizio di partecipare alla sfida, pubblicando una foto del vostro periodo in servizio. Solo una foto, nessuna descrizione. L‘obiettivo è quello di inondare FB di foto positive invece che di negatività. Copia il testo sul tuo diario, metti una foto e guarda l’Italia, quella orgogliosa e sana”.

La rivoluzione social è cominciata con la mobilitazione per il generale Riccò

La mobilitazione spontanea per Figliuolo ha un precedente: quella del 2019 per difendere il generale Paolo Riccò, finito al centro di un’istruttoria per aver dato l’ordine di rompere le righe durante le celebrazioni del 25 Aprile a Viterbo. Ciò dopo che il presidente dell’Anpi locale aveva accusato i militari internazionali, per cui anche italiani, di aver ucciso più civili che talebani in Afghanistan, citando un report Onu. Il gesto dell’alto ufficiale aveva immediatamente fatto il giro del web e dei social media, riportando il plauso di migliaia di persone. Non solo uomini e donne con le stellette, ma anche semplici cittadini. Il ministero della Difesa aveva però avviato d’ufficio un’istruttoria per valutare i fatti, innescando un’esplosione di proteste sia da parte dei militari sia di moltissimi civili. Tanto che sui social era nato l’hashtag #iostoconRiccò, diventato virale in breve.

Le mobilitazioni spontanee hanno portato alle forze armate benefici su due fronti: sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche poco note e avvicinare gli italiani ai nostri militari

Le mobilitazioni spontanee per i generali Figliuolo e Riccò, seppur nate per episodi di tipo diverso, sono un segnale molto importante e una rivoluzione nelle forze armate. Ci sono sempre state critiche a provvedimenti e affermazioni della politica, dei vertici militari e della società civile, ma sempre sotterranei e limitati al ristretto circolo di chi indossa le stellette. Invece oggi, grazie ai social network, sono diventate di pubblico dominio. Il risultato, peraltro, è stato duplice. Da una parte sono stati posti in maniera intelligente e garbata gli accenti su tematiche sconosciute o sottovalutate dai non militari. Dall’altra, è stato generato un fenomeno inedito: gli italiani si stanno avvicinando ai nostri soldati, mentre in passato c’era un clima di diffidenza e a volte anche di ostilità.

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