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Nuova vita per l’ex base di Monte Calvarina: diventa una scuola di alta sicurezza

Sul cucuzzolo del Monte Calvarina, Roncà (Verona) ci sarà la palestra di alta specializzazione nel settore della sicurezza. Gli «allievi» in questa aula a cielo aperto saranno appartenenti alle forze armate ma anche civili, destinati a scenari critici e ostili in tutto il mondo legate alle loro professionalità.

Per dieci mesi, a partire dalla metà aprile (Covid permettendo), l’ex area controllo dell’Aeronautica militare sarà trasformata in spazio didattico dove fare formazione e valorizzare l’abbandono quale scenario credibile, realistico e, dunque, assolutamente funzionale.

Va in questa direzione la proposta di valorizzazione che l’associazione Safe ha avanzato al Comune di Roncà, aprendola in vari modi anche al territorio, e che al termine dei 10 mesi di test potrebbe evolvere nel progetto a lunga scadenza con cui la ex area Controllo potrebbe diventare l’unico centro di eccellenza in Italia per la formazione nel settore della sicurezza su scenario critico. In cattedra i formatori delle Forze armate italiane e «in aula» professionisti in divisa ma anche operatori di organizzazioni non governative ed umanitarie, giornalisti free lance, civili.

Su uno scenario critico, infatti, non ci finisci solo se indossi una divisa e fai parte di un’operazione di peace-keeping ma anche se porti avanti una missione umanitaria, se per mestiere devi documentare entrambi, se sei un professionista di una multinazionale determinata a radicarsi anche in quella realtà.

La parola d’ordine è sicurezza, che oggi più che mai viene declinata anche sul fronte sanitario: interessante, allora, sapere che oltre alle settimane di formazione del progetto Hoste (Hostile environment awareness training), cioè formazione sulla consapevolezza in ambiente ostile, verranno proposte, ad esempio, anche quelle del progetto Resist (finanziato dall’Unione europea con un contributo da 1,2 milioni) sul rischio Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico), quanto mai di stretta attualità in tempo di pandemia.

Safe, guidata dal presidente Andrea D’Angelo, ha casa a Ravenna ma da un po’ ha aperto un ufficio anche a Soave ed è proprio scoprendo l’area dell’Est veronese che D’Angelo ha conosciuto Calvarina: sulla location ha costruito un progetto ed una proposta di valorizzazione che consente a Safe (da anni attivo in questo ambito) di intercettare risorse pubbliche e private ma pure di mettere a frutto la rete di paternariati costruiti nel tempo.

L’attività già calendarizzata su Roncà coinvolgerà, ad esempio, i ministeri di Difesa ed Interno, i dipartimenti nazionali di Vigili del fuoco e Protezione civile, l’università di Tor Vergata, l’Istituto affari internazionali, l’Enea. A monte di Safe, che è una Onlus, ci sono le competenze maturate dai suoi esperti in progetti internazionali di cooperazione nell’ambito della sicurezza, della difesa, della pace e della stabilità, delle libertà e dei diritti umani.

Fin qui la parafrasi della presentazione che il presidente D’Angelo fa dell’associazione: quel che questo test di dieci mesi potrebbe muovere sul paese lo ipotizza invece il sindaco Lorenzo Ruggeroni, «perché persone che si trattengono per una settimana sul nostro territorio necessitano di servizi che si traducono in indotto. Non solo», aggiunge il primo cittadino, «sono già stati presi contatti con alcune associazioni della zona e del paese che saranno coinvolte da questo progetto. Una cosa è certa», aggiunge, «la base è in abbandono e così sarà mantenuta, preservata e migliorata dopo anni di totale inattività di tutta l’area».

L’accordo con il Comune, infatti, trasforma il canone in lavori di ristrutturazione e migliorie che rimarranno comunque anche se l’esperienza dovesse cessare a fine test: e a questo, dalla rimessa in sicurezza alla bonifica, dalla pulizia alla manutenzione straordinaria degli accessi, da giorni le ditte incaricate da Safe stanno lavorando. L’investimento di partenza è di 25 mila euro, 15 mila dei quali in lavori e se il de-briefing a 10 mesi farà propendere tutti per il sì, l’investimento salirà a 150 mila euro con possibili benefici per tutta la comunità di Roncà. 

LA STORIA

Da zona di lancio missili a parco fotovoltaico. Ditte private ma anche i volontari del gruppo Gauntlet, l’associazione sportiva di Castelgomberto che una volta l’anno si gode l’area Controllo col softair e, in futuro, pure gli scout: sta rinascendo anche grazie a loro quella che negli anni della guerra fredda si era guadagnata la fama di base Nato più bella d’Italia.

Era il 1954 quando l’Aeronautica militare arrivò sul Monte Calvarina. Sette anni dopo nacque «base Sparviero», questo il nome in codice dell’avamposto in Val d’Alpone del sistema di difesa Nike-Hercules. Il 1° settembre 1961 al Controllo si insediò la 67ª Squadriglia intercettori teleguidati che tre anni più tardi fu promossa a Gruppo. A 682 metri di quota, dove la vista arriva alla Laguna veneziana, entrarono in operatività radar che avevano una portata di 200 chilometri.

Nel 1967, poco più a valle, venne su l’area Lancio (con gli hangar dei missili Nike), la caserma dei carabinieri e «The rock», la base americana occupata dalla 47ª Army Def. In pianura, poco fuori dal paese, nel 1974 venne costruita la base Logistica che completò il trittico affacciato sugli 11 chilometri della strada militare di Monte Calvarina.

Le testate nucleari abbandonarono il Lancio solo nel luglio del 1995, anno in cui venne ufficializzata la dismissione delle basi: gli ultimi avieri rimasero nella sola Logistica fino al 1997, anno del definitivo giro di chiave. Da allora in almeno tre occasioni le basi sono state il teatro di attività di training militare: nel 2009 l’ex area Lancio ospitò l’European union police forces training, esercitazione che coinvolse oltre 700 appartenenti ai corpi di polizia di 20 Paesi europei.

I Ranger del 4° Reggimento Alpini paracadutisti scelsero invece l’area Controllo, nel luglio 2017, per un’attività addestrativa che ne seguiva una svoltasi solo due anni prima sempre tra le aree delle basi. Dal 2012 l’area Lancio accoglie il parco fotovoltaico del Consorzio Le Valli e di Agsm mentre la Logistica, dal 2016, ospita le strutture socio-assistenziali del Monscleda daily care. 

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