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«Mollo tutto e vado a vivere in America». Giulia diventa sergente dell’esercito Usa

Cresciuta nel Vicentino, Giulia Masiero è la prima emigrata italiana a raggiungere un simile traguardo: «Ma è stata dura»

«Essere una soldatessa dell’esercito americano è difficile: qui le donne vengono considerate alla pari degli uomini e quindi dobbiamo rispettare gli stessi standard fisici e lavorativi. Nessuna scusa. Si va in combattimento tanto quanto i maschi e si devono mantenere i loro stessi standard atletici».

Cresciuta a Brogliano, nel Vicentino

Giulia Masiero ha trent’anni, cresciuta a Brogliano, nel Vicentino, un paesino di quattromila anime sulla riva destra del fiume Agno, a ridosso delle colline che dividono la vallata con quella del Chiampo. Qualche anno fa si è trasferita negli Usa («Per amore, ma non voglio parlare della mia vita privata»), ha ottenuto la cittadinanza americana e ha intrapreso la carriera militare.

Gli immigrati nelle forze armate Usa

Sono pochissimi gli immigrati italiani nelle truppe Stelle e Strisce. E le donne rappresentano una assoluta rarità. «Anche perché comporta dei sacrifici immensi, specialmente per una donna…», assicura. Ma la vicentina – una laurea in Lingue orientali a Ca’ Foscari e un’esperienza di sei mesi in Cina – si è data da fare. E così, tre giorni fa, il soldato Giulia Masiero è diventata sergente dell’Esercito degli Stati Uniti. Probabilmente è la prima immigrata italiana a raggiungere un simile traguardo.

Il paese d’origine

A Brogliano la voce si è sparsa in fretta. «Io e mio marito siamo orgogliosissimi di nostra figlia» confida la madre, Virginia Fioraso. Il sindaco del paese, Dario Tovo, ne fa una bandiera: «Pensare che una ragazza di un piccolo paese come il nostro, in pochi anni sia già sergente dell’Esercito Usa, dimostra che con determinazione e tenacia nulla è impossibile».

Il racconto

Lei racconta di essersi trasferita oltreoceano nel 2015. «I primi due anni sono stati molto duri perché le leggi sull’immigrazione sono rigidissime. È stata una bella sfida…». L’intenzione di intraprendere la carriera militare è maturata un po’ alla volta. «All’inizio lavoravo in un ufficio ma sentivo dentro di me che volevo fare qualcosa di più che trascorrere le giornate davanti allo schermo di un computer. Da questa insoddisfazione, è nata l’idea di entrare a far parte dell’Esercito. Ad affascinarmi era anche l’opportunità di poter viaggiare e vedere luoghi lontani, dove turisti non andrebbero mai». Da lì la richiesta della cittadinanza americana e l’arruolamento, nel 2018. «È stata una grande soddisfazione e sono fiera della scelta che ho fatto».

L’arruolamento e l’addestramento

L’addestramento è duro per tutti. E per una donna lo è perfino di più. «I giubbotti antiproiettile fanno male al seno, e poi ricordo le settimane di addestramenti nei boschi o in pieno deserto, senza neppure la possibilità di fare una doccia, di depilarmi o lavare i capelli. Inoltre, lo scorso anno sono andata in missione in un Paese arabo, dove le donne non sono certo considerate alla pari degli uomini: in situazioni come quelle, noi soldatesse dobbiamo adottare ulteriori cautele e sottostare a regole molto rigide».

Giulia Masiero con la mimetica
Giulia Masiero con la mimetica
La carriera e la promozione a sergente

Giulia Masiero non ha mai mollato. Oggi lavora nel corpo del quartiermastro e si occupa di logistica militare. Ma perché non indossare la divisa italiana? «Semplicemente perché avevo preso la decisione di rifarmi una vita qui. Senza contare che l’esercito americano è molto più moderno e avanzato, e offre più opportunità di carriera e di esperienze all’estero». Lunedì è arrivata la promozione a sergente. «Un grande onore. E il merito è anche di tutti coloro, a cominciare dal mio comandante, che hanno creduto nelle mie qualità di leadership». Il futuro? «Vorrei proseguire su questa strada e magari, un giorno, diventare ufficiale. Ma il mio sogno è quello di essere trasferita nella base americana di Vicenza. Sarebbe bellissimo tornare a casa… con indosso la divisa».

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