Da Verona a Pisa, gli Alpini Paracadutisti ricordano i Leoni della Folgore „Da Verona a Pisa, gli Alpini Paracadutisti ricordano i Leoni della Folgore“

Erano più di 150 i baschi amaranto schierati sul piazzale dell’alzabandiera della caserma “Giampaolo Gamerra” di Pisa. Il 6 ottobre scorso, in quel tempio sacro per molte generazioni di paracadutisti dell’esercito italiano, tra i tanti della Folgore era inquadrato anche un manipolo di “penne”, impossibile da confondere con quel cappello alpino scolpito nella memoria di tanti: erano gli uomini del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” di stanza a Verona, l’unico reparto d’Italia a serbare insieme il sentimento profondo dello scalatore di vette e l’animo sprezzante del soldato dell’aria. Paracadutisti e Alpini Paracadutisti insieme per celebrare il 75° anniversario della battaglia di El Alamein, una delle pagine più eroiche della storia italiana del XX secolo, incarnata sul piazzale della “Gamerra” da Santo Pelliccia, classe 1923, reduce di quella battaglia.
Da Verona a Pisa, gli Alpini Paracadutisti hanno preso parte tra le fila dei reparti speciali, accanto al 9° Reggimento d’assalto incursori Col Moschin e al 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi. In testa al drappello dei “veronesi” la bandiera di guerra, la seconda più decorata d’Italia, che vanta tra le altre onoreficienze una Croce di cavaliere dell’ordine militare d’Italia, due Medaglie d’oro al valor militare e nove Medaglie d’argento al valor militare. Di stanza a Verona dal gennaio 2011, guidati dall’attuale Comandante il colonnello Alessio Cavicchioli, i ragazzi del 4° Reggimento sono paracadutisti specializzati per condurre operazioni di guerra in ambiente alpino e artico e spesso si addestrano nella provincia di Verona. Solo nel luglio scorso hanno condotto l’operazione d’addestramento “Sabre 2017”, preparatoria per la partenza verso teatri operativi all’estero, che ha visto impiegato un vasto territorio da Valeggio sul Mincio alla Lessinia.

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EL ALAMEIN, 23 OTTOBRE 1942 – “I parà di oggi sono valorosi come quelli di ieri”: Santo Pelliccia, reduce della battaglia di El Alamein, non ha alcun dubbio nel qualificare i nostri militari, che restituiscono al loro anziano commilitone visi commossi e sguardi ammirati da un eroismo che 94 anni di vita non hanno affievolito. Seppure l’anniversario di quell’episodio della Seconda Guerra Mondiale cada esattamente il 23 di ottobre, i Reggimenti coinvolti nelle celebrazioni di quest’anno hanno stabilito di anticipare a causa dell’imminente partenza di alcuni reparti della Brigata Folgore per la missione UNIFIL in Libano.
Quel 23 ottobre di 75 anni fa, con un rapporto di forze svantaggioso, Santo Pelliccia e i suoi camerati difesero un fronte di sabbia infuocata lungo 15 chilometri e rappresentarono l’ultimo baluardo difensivo che, se superato, avrebbe dato vantaggio al nemico per giungere alle spalle dell’armata italo-tedesca. Ai ripetuti attacchi degli inglesi, i paracadutisti risposero senza nessuna esitazione, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo al nemico gravi perdite, al prezzo di grandi sacrifici: circa 1.100 tra morti, feriti e dispersi. Senza rifornimenti né adeguati equipaggiamenti, resistettero per una settimana, costringendo i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa su quel fronte e a concentrare altrove lo sforzo offensivo.
“Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore”: Winston Churchill rese onore all’eroico sacrificio dei soldati italiani a El Alamein mentre la dalla BBC di Londra commentarono: “La Divisione Folgore ha resistito al di là di ogni possibile speranza, gli ultimi superstiti sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno”. Oggi a Verona, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” schiera la gioventù erede di quei leoni.

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