Riordino dei Ruoli FF.AA. : i pareri delle commissioni Difesa di Camera e Senato.

Le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole con “osservazioni” allo Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate.. Il testo – dopo aver ottenuto anche il parere del Consiglio di Stato tornerà  al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione e la successiva pubblicazione in G.U.

Di seguito il resoconto parlamentare ed in allegato i pareri delle commissioni Difesa

 

Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate. 
Atto n. 396.
 
 

 

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 9 maggio 2017.

Francesco Saverio GAROFANI, presidente, ricorda che ieri la relatrice ha presentato una proposta di parere ed avverte che – oltre a quelle dei deputati Caparini e Sammarco, di cui ha già dato conto ieri – è stata depositata una terza proposta di parere alternativa, presentata dal gruppo del Movimento 5 Stelle (vedi allegato 1).

Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD), relatrice, ricorda di aver già evidenziato nella precedente seduta l’impegno da lei profuso per recepire i rilievi sollevati dai vari gruppi e, in particolare, le questioni poste dai deputati Sammarco e Caparini. 
Fa presente, quindi, che – in risposta a richieste pervenute da altri gruppi – ha ritenuto di riformulare l’osservazione di cui alla lettera g) della sua proposta di parere nei seguenti termini: «il Governo valuti, anche in un secondo tempo, con le risorse che si renderanno disponibili, tenuta presente la rilevanza delle molteplici attribuzioni conferite alle Capitanerie di porto, quale Corpo della Marina militare e nell’ambito dei rapporti di dipendenza funzionale e delle relazioni con diversi Dicasteri, l’opportunità di prevedere, al pari di quanto già avvenuto fino al recente passato, il conferimento del grado di Ammiraglio Ispettore Capo al relativo Comandante generale, sostituendo l’attuale criterio di nomina esclusivamente basato sull’anzianità con altro fondato sul merito e sulla constata professionalità». 
Aggiunge, inoltre, di aver recepito, sia pure come osservazione e non come condizione, una sollecitazione dei deputati Artini e Secco, prevedendo, con la nuova osservazione di cui alla lettera p), che «il Governo valuti la possibilità di considerare, ai fini dell’avanzamento e dell’impiego del personale militare appartenente alla categoria degli ufficiali, il superamento da parte del predetto personale di corsi di alta formazione e professionalizzazione della dirigenza militare».

Massimo ARTINI (Misto-AL-TIpI) ringrazia la relatrice per la disponibilità a integrare la proposta di parere, inserendovi la questione da lui sollevata, sia pure in una formulazione meno dettagliata e non come condizione. Dichiara inoltre di condividere l’orientamento della relatrice a non accrescere in misura sproporzionata il numero delle condizioni.

Dino SECCO (FI-PdL) condivide il tenore della formulazione proposta dalla relatrice, concordando per il resto con le considerazioni del deputato Artini.

Tatiana BASILIO (M5S) domanda alla relatrice se sia possibile integrare la condizione 1) della sua proposta di parere prevedendo che i successivi decreti legislativi correttivi dell’atto in esame siano sottoposti al parere del Consiglio di Stato, in analogia con quanto prescritto dalla legge delega «Madia» per lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di revisioni dei ruoli delle Forze di polizia (atto n. 395) e per i relativi decreti correttivi.

Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD), relatrice, pur comprendendo le ragioni della deputata Basilio, osserva che, con riguardo allo schema di decreto riguardante le Forze armate, la delega conferita al Governo dalla legge n. 244 del 2012 non ha previsto il parere del Consiglio di Stato sull’atto principale, e quindi difficilmente questo potrebbe essere previsto sui decreti correttivi. Si dichiara però disponibile a una riflessione sul punto. Segnala in ogni caso che la questione è stata da lei affrontata, tanto che la sua proposta di parere fa più volte rinvio al parere reso dal Consiglio di Stato sull’atto n. 395, ed in particolare nell’osservazione di cui alla lettera l), in cui si invita il Governo a tenere tenendo conto di questo parere anche per l’atto n. 396.

Massimo ARTINI (Misto-AL-TIpI) auspica che per l’introduzione della delega legislativa per i decreti correttivi ed eventualmente per la previsione del parere del Consiglio di Stato su di essi si possa ricorrere a uno dei provvedimenti legislativi già oggi all’esame del Parlamento, in modo da ottenere il risultato il più rapidamente possibile.

Il sottosegretario Domenico ROSSI, riferendosi all’osservazione proposta dalla relatrice come lettera p), dichiara di concordare su di essa in linea di massima, ma rileva che il superamento di corsi di alta formazione dovrebbe essere considerato solo ai fini dell’avanzamento, e non anche dell’impiego, che deve dipendere non dal conseguimento dei titoli, ma dal grado e dalla complessiva esperienza e attitudine del militare. Propone, pertanto, di riformulare l’osservazione proposta dalla relatrice come lettera p) espungendo le parole «e dell’impiego» e inserendo, alla fine del periodo, le parole «, nonché il successivo impiego».

Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD), relatrice, accetta la riformulazione della sua osservazione proposta dal sottosegretario Rossi.

Tatiana BASILIO (M5S) chiede alla relatrice se alla condizione 4) sia possibile eliminare l’inciso «anche in un secondo tempo», aggiungendo, dopo le parole «con le risorse disponibili», le seguenti: «senza ulteriori oneri a carico dello Stato».

Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD), relatrice, sottolinea che l’espressione «in un secondo tempo» fa riferimento alla fase dei decreti legislativi correttivi, aggiungendo che, ad invarianza di risorse, il Governo non potrebbe ad oggi dare seguito alla richiesta oggetto della condizione 4), per cui la riformulazione chiesta dalla deputata Basilio svuoterebbe di senso il rilievo.

Il sottosegretario Domenico ROSSI conferma quanto detto dalla relatrice.

Elio VITO (FI-PdL) preannuncia che il suo gruppo si asterrà dalla votazione della proposta di parere: e questo per riguardo nei confronti delle Forze armate, alle quali, a nome proprio e del gruppo di appartenenza, rinnova l’apprezzamento e la gratitudine. 
Ricorda che il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate si deve alle opposizioni. La cosiddetta legge «Madia» (n. 124 del 2015) ha infatti delegato il Governo al riordino delle carriere delle sole Forze di polizia, e non anche delle Forze armate. Un emendamento del suo gruppo volto a estendere la delega di quella legge anche alle Forze armate, in nome del principio di equiordinazione, ebbe il parere contrario del Governo. Solo grazie all’interessamento attivo della sua parte politica si arrivò a delegare il Governo anche per il riordino delle carriere delle Forze armate, ma fu necessaria una diversa disposizione, appositamente introdotta nella legge n. 244 del 2012, che non previde però la possibilità di adottare decreti legislativi correttivi, come invece consentito dalla delega «Madia» per le norme di riordino delle carriere delle Forze di polizia. Per la stessa ragione, il Consiglio di Stato si è espresso soltanto sullo schema di decreto concernente le Forze di polizia (atto n. 395) e non anche su quello concernente le Forze armate, nonostante i due provvedimenti siano strettamente collegati e debbano procedere insieme in ragione del già ricordato principio di equiordinazione. Questi disallineamenti tra i due procedimenti normativi sarebbero stati evitati se il riordino delle Forze armate fosse stato previsto già dalla legge Madia. 
Quanto alla proposta di parere della relatrice, rileva che la condizione 1) non sarebbe stata necessaria se il Governo e la maggioranza avessero deciso di includere il riordino delle Forze armate nell’ambito della delega «Madia». Quanto alle condizioni 4) e 5), esse si limitano a chiedere al Governo di «valutare» le questioni lì sollevate: sono, in altre parole, condizioni molto blande e più propriamente delle mere osservazioni. 
In generale, ritiene che lo schema di decreto legislativo in esame soddisfi solo in parte le attese del personale interessato e che la proposta di parere non fornisca significativi indirizzi di miglioramento. Conclude sottolineando che la scelta di astenersi dalla votazione, piuttosto che di votare contro la proposta di parere, è motivata da senso di responsabilità e da attenzione nei confronti del personale delle Forze armate.

Tatiana BASILIO (M5S) esprime, a nome del gruppo, un giudizio fortemente critico sullo schema di decreto legislativo in esame, per le ragioni evidenziate dalla proposta alternativa di parere contrario del suo gruppo (vedi allegato 1). Preannuncia che il gruppo si asterrà dalla votazione sulla proposta di parere della relatrice, ritenendo che questa abbia svolto al meglio un lavoro decisamente difficile, ma il cui risultato non è comunque sufficiente a raddrizzare le storture del provvedimento, che andrebbe piuttosto riscritto da cima a fondo. Premesso che la proposta di parere della relatrice chiede modifiche su punti nevralgici, e conferma quindi indirettamente la pessima qualità dello schema di decreto, non si può tacere che non vi si fa parola di numerose questioni essenziali: per esempio quella dell’enorme ampliamento della dirigenza e quella dell’insufficiente incremento degli stipendi del personale di grado inferiore a fronte di considerevoli aumenti per gli ufficiali. Chiede in ogni caso alla relatrice di valutare la possibilità di precisare, alla condizione 5), che la salvaguardia del personale di cui si parla deve intendersi a valere anche per i casi aperti, e non solo per il futuro.

Donatella DURANTI (MDP) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere della relatrice. Infatti, pur essendo una proposta fortemente critica, contenente l’indicazione di numerose modifiche, quella della relatrice è pur sempre una proposta di parere favorevole, mentre il suo gruppo ritiene che il giudizio sul provvedimento in esame non possa che essere negativo. Tra le numerosissime questioni che si potrebbero sollevare c’è quella dell’iniqua distribuzione delle risorse stanziate, che di fatto vengono ripartite non orizzontalmente, come sarebbe stato giusto e doveroso, ma verticalmente, favorendo una dirigenza che aumenta di numero fino al rapporto abnorme di un dirigente ogni 23 unità di personale. 
Si sofferma poi sull’osservazione di cui alla lettera f), per rilevare che il transito di militari nei ruoli del personale civile della difesa, soprattutto ora che questo è in riduzione progressiva per effetto delle norme sul personale dell’amministrazione della difesa in generale, ha effetti deleteri non solo perché di fatto militarizza il personale civile, il che è inopportuno, ma anche perché impedisce di reclutare dall’esterno figure specializzate e tecniche di cui ci sarebbe invece grande bisogno, come dimostra il caso dell’Arsenale di Taranto, oggetto di diversi atti di sindacato ispettivo da lei presentati. Aggiunge che il personale militare transita nei ruoli civili col proprio trattamento economico, creando sperequazioni. A suo avviso, il problema potrebbe essere risolto stabilendo che il personale militare non più idoneo al servizio nelle Forze armate debba essere assorbito da tutte le pubbliche amministrazioni, e non soltanto da quella della difesa.

Massimo ARTINI (Misto-AL-TIpI) ringrazia la relatrice per il lavoro di sintesi svolto e preannuncia l’astensione, rimarcando l’importanza di dare effettiva attuazione alla condizione 1). Ritiene infatti fondamentale che nei prossimi mesi siano attentamente valutate tutte le problematiche rimaste irrisolte o che si dovessero manifestare in sede di attuazione del decreto legislativo.

Vincenzo D’ARIENZO (PD) ringrazia, a sua volta, la relatrice per il lavoro svolto e i gruppi per i contribuiti forniti: contributi che hanno permesso di redigere una proposta di parere assai articolata. Rammenta come il provvedimento in esame sia atteso dalle Forze armate da molti anni e come oggi sia finalmente possibile realizzare un disegno che molti Governi, in passato, hanno tentato invano di portare a termine. 
Sottolinea, inoltre, come – nonostante l’obiettivo di giungere ad un’equiordinazione – ancora permangano alcune differenziazioni nell’ambito delle diverse Forze armate e delle Forze di Polizia e come, tuttavia, ciò sia conseguenza della specificità delle Forze appartenenti al comparto Difesa e sicurezza. 
Ritiene importante evidenziare come il provvedimento intenda premiare i meriti del personale militare e segnala che la proposta di parere si muove nella stessa direzione, chiedendo ulteriori risorse aggiuntive per riconoscere questi meriti. Inoltre, confuta la tesi di chi asserisce che il riordino servirebbe soprattutto per avvantaggiare gli ufficiali, precisando che lo sviluppo delle carriere e la nuova disciplina riguardano per la gran parte i ruoli non dirigenziali. Non condivide nemmeno le critiche mosse al transito dei militari nei ruoli civili, ritenendo che un eventuale passaggio del personale militare non più idoneo nelle altre amministrazioni pubbliche non sarebbe una soluzione auspicabile, considerato che tale personale resterebbe comunque in carico alle Forze armate. 
Per tutte queste ragioni preannuncia il voto favorevole del gruppo del Partito democratico.

Giorgio ZANIN (PD) ringrazia la relatrice per l’accuratezza con la quale ha svolto un incarico davvero complesso predisponendo una proposta di parere nella quale sono stati gestiti aspetti e problematiche molto delicati. Si tratta di questioni sulle quali si sarebbe potuta sviluppare anche una più proficua interlocuzione con alcune delle parti interessate, tuttavia va giustamente dato atto che le condizioni e le osservazioni apposte alla proposta di parere consentono di superare diverse criticità presenti nello schema di decreto.

Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD) rende noto che dall’interno del suo gruppo le è testé pervenuta una richiesta di correzione della sua proposta di parere, alla quale sarebbe orientata ad acconsentire: si tratta della richiesta di introdurre – alla fine dell’osservazione di cui alla nuova formulazione della lettera g) – la precisazione che il Comandante generale della Guardia costiera è «scelto tra gli Ammiragli Ispettori del Corpo».

Il sottosegretario Domenico ROSSI dichiara che il Governo è favorevole alla riformulazione.

Francesco Saverio GAROFANI, presidente, prende atto che non vi sono obiezioni a che la relatrice riformuli ulteriormente la sua proposta di parere.

Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD) ringrazia i gruppi di opposizione che si asterranno dalla votazione, rilevando in ogni caso che la questione dell’aumento della dirigenza, toccata da alcuni degli intervenuti, è stata falsamente posta da alcuni organi di stampa e non corrisponde a verità, dato che le quote di dirigenti stabilite dalla legge di riordino n. 244 del 2012 non vengono riviste e che le risorse vengono ben distribuite tra i diversi livelli di personale.

Il sottosegretario Domenico ROSSI sottolinea quanto difficile sia stato il lavoro svolto dal Governo per l’elaborazione del testo dello schema di decreto in titolo. La legislazione vigente non è infatti ispirata al principio di equiordinazione tra Forze armate e Forze di polizia e presenta quindi sperequazioni e differenze di trattamento molto minute e capillari, alle quali si è trattato di porre rimedio con soluzioni puntuali da individuare caso per caso all’esito di lunghi confronti e che tenessero conto della necessità di mediare tra le posizioni delle diverse Forze e dei diversi livelli di personale. Finalmente, dopo molti anni, il Governo ha stanziato le risorse e ha lavorato per raggiungere quest’importante risultato. L’obiettivo dell’equiordinazione è stato il faro che ha guidato il lavoro, ma proprio perché quest’ultimo è stato complesso non si può escludere che in fase applicativa emerga l’esigenza di aggiustamenti. Per questo è senz’altro condivisibile la richiesta che viene dalla proposta di parere della relatrice di prevedere una norma di delega per l’adozione di decreti legislativi correttivi anche per il provvedimento in esame, come per il parallelo decreto di cui all’atto n. 395. I decreti correttivi potranno essere necessari quindi non perché il provvedimento in esame contenga qualcosa di sbagliato, ma perché inevitabilmente riforme di questa complessità abbisognano di una messa a punto alla luce dell’esperienza applicativa. 
Quanto alla presunta preferenza accordata ai dirigenti nella distribuzione delle risorse e degli aumenti stipendiali, asserisce che la tesi non ha alcun fondamento, come può constatare chiunque, esaminando gli importi di aumento per ciascun grado analiticamente riportati nelle tabelle trasmesse dal Governo in allegato allo schema di decreto legislativo.

Francesco Saverio GAROFANI, presidente, si associa ai ringraziamenti alla relatrice ed esprime soddisfazione per il lavoro compiuto dalla Commissione e per l’atteggiamento costruttivo tenuto dai gruppi in tutte le fasi di esame.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice come riformulata nel corso della seduta

Argomento: 
Parlamento

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